La ciclovia del Rinascimento Friulano – parte II

Sulle tracce del Pordenone (e non solo), da Valeriano a Valvasone

Riprendiamo il percorso che intreccia l’arte dell’artista pordenonese, Giovanni Antonio De’ Sacchis e il paesaggio fluviale del Tagliamento.
Lasciate le montagne alle spalle, la corsa riprende verso sud, ancora accompagnati dalle sinuose anse del fiume Tagliamento che via via si fanno sempre più cariche.

Bosco planiziale di Valeriano

Una volta lasciato Valeriano, ci si addentra in un bosco di origine planiziale di circa 300 ettari ricco di specie vegetali e faunistiche. Il paese negli anni Sessanta era servito dal ramo ferroviario Casarsa-Gemona, poi abbandonato; come avvenuto, per esempio, per la linea Ostiglia-Treviso o la ciclovia del Parco Costiero Riviera dei Fiori in Liguria, la ferrata potrebbe essere trasformata in un suggestivo percorso ciclabile lungo l’asse nord-sud.


La strada rettilinea porterebbe a proseguire ininterrottamente fino a Spilimbergo, ma una facile deviazione verso ovest ci potrebbe portare a vedere una meraviglia, recentemente restaurata: è la chiesa di Santa Maria Assunta a Lestans, che accoglie il bellissimo ciclo di affreschi realizzati di Pomponio Amalteo, genero e miglior allievo del Pordenone che ritroveremo poco prima di Spilimbergo, nella bellissima chiesa di Santa Croce a Baseglia.


Da Lestans proseguendo lungo il Cosa, possiamo raggiungere il più antico ciclo di affreschi (1506-1510) del Pordenone presso la chiesa di San Lorenzo a Vacile. L’esterno della chiesa, restaurata dopo il terremoto del 1976, non suggerisce la meravigliosa sorpresa che accoglie una volta varcato l’ingresso: si è immersi nella pittura dell’artista, gli otto comparti della volta dell’abside, le pareti del coro, il fondale sono interamente affrescati con le figure del Cristo benedicente, dei Padri della Chiesa, dei Profeti e degli Evangelisti, con i martirii dei Santi Sebastiano e Lorenzo, la Resurrezione di Cristo ed altre scene ancora.

Per approfondire ulteriormente il periodo giovanile dell’artista è possibile dirigersi verso il Tagliamento, superando la strada provinciale e inoltrandosi nella campagna verso la riva. Una piccola stradina conduce alla Chiesetta di San Marco, la cui cupola è affrescata con le immagini dell’Eterno Padre e degli Evangelisti. Gli angeli sembrano comunicare con quelli del bel portale lapideo di ingresso alla chiesetta, opera di Giovanni Antonio Bassini, detto il Pilacorte che incontreremo più volte lungo il nostro percorso.

Spilimbergo, poco distante, ospita diverse importanti opere custodite nel Duomo di Santa Maria Maggiore risalente al 1284. La Chiesa è un vero gioiello: il presbiterio è fittamente affrescato con cicli trecenteschi che raffigurano a destra 14 scene dell’Antico Testamento e a sinistra 14 del Nuovo Testamento e sul fondale la Crocifissione. Nella navata centrale nella seconda campata a sinistra si erge un maestoso organo rinascimentale, il cui cassone è uno dei più antichi al mondo (1515) ed è decorato con ben dodici tavole dipinte dal Pordenone nel 1525.

Questa città proprio nel Rinascimento vide il fiorire di diversi circoli culturali, artistici e letterari, grazie alla presenza non solo di artisti di alto livello ma anche di committenti appartenenti a ricche casate. Fu proprio in questo periodo che fu ricostruito il Castello, costituito dagli eleganti palazzi cinquecenteschi che possiamo ammirare oggi. Una volta superato l’antico fossato, l’attenzione è immediatamente catturata dal Palazzo Dipinto: l’affascinante facciata presenta affreschi con cavalli e palafrenieri, Virtù teologali e cardinali attribuiti al Bellunello; i due balconi triforati e uno dei poggioli sono opera del Pilacorte.

Imbracciata nuovamente la bicicletta, ci allontaniamo da Spilimbergo in direzione Tauriano: qui facciamo tappa alla Chiesa di San Nicolò che dietro la facciata ottocentesca cela più mani delle maestranze rinascimentali locali, ad esempio quelle di Giovan Pietro da Spilimbergo (1502) e della bottega del Pordenone; scendendo poi verso sud si entra nella piccolo paese di Barbeano, per visitare una chiesetta campestre dedicata a Sant’Antonio Abate ed incastonata tra le vigne, custode di un meraviglioso ciclo di affreschi (1498) di Gianfrancesco da Tolmezzo, che ritroveremo dopo qualche chilometro con il suo stile imponente e nordico a Provesano nella chiesa di San Leonardo (1496). Qui davvero percorriamo secoli e stili dell’arte dell’affresco: stiamo guardando ciò che anche il De’ Sacchis poteva ammirare e da cui trarre lezioni importanti.

Da qui si attraversano gli ordinati campi ortogonali e le geometriche vigne, per poi trovarsi in un paesaggio brullo e selvatico, il Parco Fluviale del Tagliamento. Da qui verso ovest, oltre il laghetto artificiale, è raggiungibile San Martino, la cui omonima chiesa ospita un affresco esterno del 1518 raffigurate un gigantesco San Cristoforo con il braccio proteso verso l’osservatore ed entrambe le mani strette intorno al bastone: l’immagine richiama immediatamente la Pala della Misericordia custodita nel Duomo di Pordenone e il Cristo giudice del 1516 di Travesio.
All’epoca dell’artista San Martino faceva parte del feudo di Valvasone che si trova tre chilometri più a sud dove il fiume è ancora transitabile per la maggior parte dell’anno (più a valle la portata aumenta); oltre al pregevole centro storico, nel piccolo borgo medievale si trova il Duomo del Santissimo Corpo di Cristo, la cui origine quattrocentesca è mascherata dallo stile neogotico tipico di fine Ottocento. All’interno si trova un raffinato organo risalente al 1532, raro esemplare della grande scuola veneta del Cinquecento. Le portelle sono state ideate dal Pordenone e, se chiuse, raffigurano episodi dell’Antico Testamento, aperte – quanto lo strumento è in funzione – invece, mostrano scene eucaristiche come il Sacrificio di Abramo e il Sacrificio di Melchisedech, completate da Pomponio Amalteo nel 1549 in seguito alla morte del De’Sacchis (1539). Ascoltarlo suonare è un’esperienza unica che merita di essere vissuta e di questo è doveroso ringraziare Associazione per i Concerti di Musica Antica di Valvasone.

Siamo scesi fino a Valvasone e da qui il percorso continua: raggiungeremo San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e faremo una puntatina di là da l’aghe. A presto.

Bibliografia:

C. Furlan, Il Pordenone, Cassa di Risparmio Udine e Pordenone, Udine 1988

G. Fiocco, Giovanni Antonio Pordenone, Cosarini Editore, Pordenone 1969

G. Truant, Pomponio Amalteo e le sue opere, GAEP, 1980

Note extra:

L’articolo è stato pubblicato in GiroFVG, Autunno 2018, anno XIV, numero 3, pp. 52-57.

Foto di Giulia Sacilotto

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